Quale futuro per il Made in Italy?

Il nostro sito, realizzato in occasione della manifestazione culturale Open House Roma 2015 per promuovere l’evento condiviso dal team di ©romaapiedi.com insieme all’associazione Arti e Mestieri Rione de’ Monti, oltre a conservare la memoria del weekend dedicato agli “antichi mestieri artigiani”, riprende la sua attività come pagina di promozione culturale dell’artigianato artistico romano e italiano.

Come Laboratorio di Idee, oggi pubblichiamo una riflessione di Rosanna Guadagnino, presidente dell’associazione F.A.C.I. – Frattina Associazione Culturale Internazionale.

(New Art, maggio 2018, Notiziario n° 12, Anno XIII)

L’arte e l’artigianato artistico. La piccola industria del futuro: why not?

Vogliamo stimolare un dibattito sul potenziale di crescita dei prodotti artigianali, oggi considerati dispersi o estinti.

Dopo anni di profonda crisi economica, dobbiamo affrontare e risolvere il problema che incontriamo nei nostri percorsi professionali, e per farlo è necessario dare vita a pratiche di aggregazione e scambio di opinioni finalizzate alla comprensione degli odierni cambiamenti.

È necessario uscire dall’isolamento delle poche botteghe rimaste in attesa di un cambiento.

Sembrebbe che il vecchio sistema di produzione artigianale, basato sulla qualità, sulla personalizzazione e l’unicità, sia stato demolito dall’Industria del Mercato di massa “usa e getta”.

Sono molte le specializzazioni che vivono una grave crisi di identità, spiazzate dalle tecniche “innovative” di produzione e consumo di merci importate, scopiazzate e vendute a due soldi.

Noi osservatori, consulenti esperti di mercato – sia interno che internazionale – abbiamo il dovere di affrontare i cambiamenti con senso critico, invitando ad una riflessione di natura etica Istituzioni e Operatori di settore.

È utile produrre senza prima avere compreso quali possono essere le conseguenze di un sistema di produzione e distribuzione che rinuncia ai vantaggi definiti dalla nostra storia: quella di oggetti di eccellenza in grado di fare la differenza, rispetto ai prodotti industriali di scarso livello estetico e qualitativo, con l’illusoria convizione di essere competitivi?

Le classi dirigenti del nostro Paese sono in grado di comprendere le ricadute positive di un concreto rilancio dell’artigianato di eccellenza, anche nei mercati internazionali? Sono in grado di comprendere che questo rilancio gioverebbe alle politiche di occupazione per i giovani e per la formazione?

Abbiamo già degli esempi di apprezzamento da parte dei Mercati internazionali riguardo alla Moda, al Vino italiano, al settore del Food, in grado di competere con le grandi Multinazionali, nonostaste la loro potenza di fuoco economica tradotta dalla persistente e invasiva pubblicità, oggi anche oggetto di aggressive politiche di comunicazione sui Social.

La ripresa economica, non può limitarsi a pochi eletti. Va estesa a tutti i comparti che mostrano un grande potenziale, e tra questi spicca il settore dell’artigianato artistico.

Non abbiamo la ricetta vincente, ma siamo certi che i Maestri d’Arte e le Scuole di Arti e Mestieri, da sempre apprezzati nel mondo con il marchio MADE IN ITALY, possano con le loro conocenze risollevare questo nostro Paese impoverito da un malinconico depauperamento dei valori culturali e di conoscenza.

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